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Brasile, dom Assolari: "Papa Francesco salverà i nostri giovani” PDF Stampa E-mail
Dom Ottorino - DOM OTTORINO
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Quello in Brasile è il primo viaggio internazionale di Jorge Bergoglio. Monsignor Ottorino Assolari, della Congregazione della Sacra Famiglia di Bergamo, è il vescovo di Serrinha, un comune di 75 mila abitanti dello stato di Bahia, e da 22 anni è in missione nel Paese sudamericano.

Al microfono di Radio Vaticana monsignor Assolari spiega come ci si è preparati a vivere questo grande evento: “Noi abbiamo cercato di scaldare il cuore dei giovani, annunciando la venuta del Papa. Abbiamo posto in atto anche iniziative per aiutarli perché qui la maggior parte dei giovani è disoccupata e la situazione rendeva difficile la partecipazione. Ma ci siamo riusciti.".

Il vescovo spiega le sensazioni di chi va in Brasile in questo periodo: “Io vedo che quando qualcuno arriva dall’Italia vede la vivacità di questa gente, la partecipazione, che è diversa dalla nostra in Italia, e questo potrebbe veramente aiutarli a capire che la Chiesa ha molti colori, molte facce e sono molto positive”.

Il momento non è dei migliori in Brasile, con le proteste di piazza per la crisi economica: “Ho un po’ di preoccupazione, perché Rio de Janeiro è una città sempre piena, ci sono sempre movimenti, la situazione sociale incontra molto disagio, soprattutto nelle periferie, nelle favelas. Ma siamo fiduciosi. Ne abbiamo parlato alla Conferenza episcopale e crediamo che tutto sommato sarà un incontro molto bello. Le manifestazioni di questi ultimi due mesi hanno suscitato qualche problema, ma nella maggior parte dei casi sono state pacifiche”.

Il vescovo cerca di inquadrare le cause di questa situazione: “C’è stato solo qualche intransigente che ha voluto fare gesti di violenza. E’ ora che il popolo si svegli perché la situazione del Brasile non è delle più positive. Anche se a livello internazionale è un Paese emergente, già dà segni di stanchezza, di un’economia che pian piano sta tornando indietro e vedo che continua questa diseguaglianza tra le classi. Soprattutto lo vedo oggi, qui, dove mi trovo, nel nordest. Una regione semi-arida principalmente e quindi con molti problemi”.

Inadeguati gli aiuti da parte dello Stato: “Il governo purtroppo fa assistenzialismo, risolve il problema di un giorno ma poi si resta tutto l’anno sprovveduti. Molti dei nostri giovani partono da qui e vanno in cerca di fortuna a San Paolo, a Rio de Janeiro, nel sud del Brasile, e qui abbiamo questo grande problema perché le nostre comunità di giovani sono decimate. A volte i giovani migliori, dopo che li abbiamo preparati e abbiamo fatto il corso di teologia partono in cerca di avventure e di nuovo restiamo spiazzati. E’ una realtà triste. Però, grazie a Dio, abbiamo ancora giovani che si impegnano, che ci seguono, e noi vorremmo proprio che questa Giornata mondiale della Gioventù li aiutasse a capire che hanno un ruolo importante non per il domani ma per l’oggi. Devono avere coraggio, perché li vedo un po’ paurosi, timorosi, di mostrare chi sono”.

estratto da BG News

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